Da qualche anno la Diocesi di Biella, attraverso i fondi raccolti con l’8 x 1000, contribuisce a sostenere le attività dell’associazione biellese Mondi senza Frontiere, che si occupa di integrazione di migranti e rifugiati sul nostro territorio. Una parte importantissima del lavoro dell’associazione è svolta da Fabiana Puglielli che si occupa dello sportello di segretariato sociale da parecchi anni. Dividendosi tra Biella e Cossato, Fabiana incontra le persone straniere e le aiuta, con grande competenza e umanità, ad orientarsi nella complessità della burocrazia italiana, consentendo loro di godere dei diritti che la legge prevede. L’ufficio di Fabiana ha sede in via Novara 2, a Biella, proprio di fianco alla mensa del Pane Quotidiano.

  • Puoi spiegare brevemente in cosa consiste il tuo lavoro allo sportello di Mondi senza Frontiere? Da quanto tempo lo svolgi? Come hai cominciato?

Nel lavoro allo sportello dell’Associazione Mondi Senza Frontiere mi occupo di tutte le pratiche relative alla permanenza regolare dei cittadini stranieri in Italia (rilascio, rinnovo, aggiornamento e duplicato dei permessi di soggiorno, richiesta di nullaosta al ricongiungimento familiare, richiesta di nullaosta all’ingresso in Italia per lavoro, regolarizzazione di stranieri irregolari a seguito di sanatoria, domande di cittadinanza italiana, richiesta di visti turistici).

Fornisco anche informazioni per pratiche non direttamente di mia competenza (per esempio la richiesta della protezione internazionale, l’ingresso in Italia per studio, la richiesta di permesso di soggiorno per cure mediche o per casi speciali) o per altre problematiche legate alla vita degli stranieri qui sul territorio.

Faccio anche da tramite tra i cittadini stranieri ed istituzioni quali la Questura e la Prefettura per richiesta di informazioni, invio di integrazioni per le pratiche in corso, richiesta di appuntamenti, recandomi di persona negli uffici dei suddetti enti, piuttosto che prendendo contatti diretti via mail o telefono.

Ho cominciato il lavoro allo sportello come volontaria dell’Associazione a fine 2006, per poi essere assunta nel 2007 dal Patronato con cui collaboravamo e, poco tempo dopo, direttamente dall’Associazione. Attualmente l’associazione collabora con il Patronato Inac/Cia, con cui ho un contratto di lavoro part-time, proprio per l’invio telematico delle pratiche di cui mi occupo.

 

All’inizio non avevo ovviamente alcuna esperienza in questo ambito, ma grazie alla competenza degli altri volontari, che avevano già molta esperienza e che mi hanno istruito, ho potuto imparare in fretta.

 

  • Che cosa chiedono più spesso le persone che si rivolgono allo sportello?

Il grosso del lavoro riguarda i permessi di soggiorno, i ricongiungimenti familiari e le domande di cittadinanza italiana. Va detto che ogni pratica ha però le sue peculiarità e le richieste sono le più svariate, rendendo il lavoro molto vario.

 

  • Ci sono stati cambiamenti nell’utenza o nelle richieste nel corso degli anni?

Da quando ho iniziato, dal punto di vista procedurale il lavoro non è cambiato moltissimo, ma è cambiata sicuramente l’utenza. Nel corso degli anni, la diminuzione del lavoro, dovuta soprattutto alla chiusura sul territorio di molte industrie tessili, ha portato molti cittadini stranieri a trasferirsi, generando una sensibile diminuzione dell’utenza, anche di quella da tempo più radicata in zona.

Questo calo è stato peraltro parzialmente attenuato dall’arrivo in Italia, in particolare dal 2011 in poi, di molti richiedenti asilo, che nel tempo si sono sistemati nella nostra provincia e hanno fatto arrivare anche le famiglie.

C’è infine da sottolineare come siano negli anni aumentati i “nuovi” cittadini italiani, coloro cioè che hanno raggiunto i requisiti per poter ottenere la cittadinanza italiana, con richieste ed esigenze ancora diverse.

 

  • Lo sportello è aperto anche a Cossato, nella sede della Cia; ci sono differenze tra i due servizi?

Tra Biella e Cossato non c’è alcuna differenza per quanto riguarda la tipologia di lavoro, ma molta dal punto di vista dell’affluenza, soprattutto negli ultimi anni.

Come evidenziato prima, infatti, la chiusura di molte fabbriche tessili in Valdilana ha generato una diminuzione della presenza di cittadini stranieri in quelle zone e quindi anche dell’affluenza al nostro sportello di Cossato, dedicato specificatamente a servire i residenti in valle.

 

  • Nel tuo lavoro hai spesso contatti con istituzioni come questura e prefettura. I rapporti con loro sono proficui?

Qui a Biella abbiamo la fortuna di poter avere un rapporto diretto sia con l’Ufficio Immigrazione della Questura che con lo Sportello Unico per l’Immigrazione e l’Ufficio Cittadinanza della Prefettura. Con i responsabili di questi servizi la collaborazione è costante e molto proficua, grazie anche alla disponibilità e alla professionalità delle persone che ci lavorano.

 

  • Quali sono le difficoltà maggiori che trovi nello svolgimento del tuo lavoro? E le soddisfazioni?

Le soddisfazioni che il mio lavoro genera sono innumerevoli. Per le persone che si rivolgono al nostro ufficio l’ottenere un documento può significare avere la tranquillità di vivere e lavorare sul nostro territorio con pieno diritto, piuttosto che avere la possibilità di dividere la vita qui con i propri cari. Per questo ogni pratica che seguo non può mai essere semplicemente lo svolgersi freddo di un’asettica procedura amministrativa e il buon fine di una pratica ha un significato che va oltre la semplice soddisfazione per aver fatto un buon lavoro.

Le difficoltà sono quelle di ogni altro lavoro d’ufficio, forse accentuate dal fatto che sovente le situazioni sono obiettivamente complicate, per cui c’è bisogno di più impegno e flessibilità per raggiungere una soluzione. Come dicevo, però, la gratificazione per una pratica conclusa con successo rende qualsiasi sforzo più leggero, perché c’è la consapevolezza di farlo per rendere la vita delle persone più facile e più felice.

Published On: Giugno 13th, 2022